22.1.13

Nova Jorca


Ecco alcune(delle 1600) foto fatte a NYC, purtroppo ultimamente sono piú incasinato del solito e non ho avuto tempo per postare i diari giornalieri.
E´veramente una cittá particolare, che ti bombarda di immagini, di gente, di baccano, di odori, ..... di vita.

Per uno street photographer é una vera pacchia, é come portare un bimbo a Disneyland, peccato che rompano cosí tanto i coglioni per lo stativo, eravamo perseguitati da sbirri e vigilantes che ci gridavano "NO TRIPODS !!"

Se in mano avessimo avuto un M16 od un Kalashnikov avremmo dato meno nell´occhio.






















26.11.12

Come farsi un frutteto, istruzioni per l´uso:

Il mio amico Stefan, 1 anno fá, ha avuto l´idea di comprarsi una fetta di terra per farci un piccolo frutteto. 
Dopo 1 anno di preparativi, dal punto di vista logistico(Stefan non ha l´auto) tecnico(googhellamento) e burocratico(permessi e sovvenzioni), mi ha chiesto di dargli una mano per piantare 9 alberelli(6 meli e 3 ciliegi) ed io ho accettato ben volentieri.
L´autunno é il periodo migliore per piantare questo genere di alberi perché possano approfittare dell’umidità invernale per radicare bene in modo da essere già vigorosi in primavera.



Quando sono arrivato, in lieve ritardo come al solito, quelli del vivaio avevano giá scaricato tutto, alberelli, pali, concime.
Le buche (cubiche da 50 cm. di lato) le aveva giá fatte Stefan in precedenza con un altro amico, ci hanno impiegato circa 1 ora per buca.



Abbiamo cominciato col piantare i pali tutori 

Ci siamo aiutati con un attrezzo da una decina di chili che dovrebbe chiamarsi battipali, vivamente sconsigliato a chi ha problemi alle articolazioni degl´arti superiori(dalla foto in poi lo alzavamo in 2)

Abbiamo versato nella buca un sacchetto di concime organico di origine biologica, che per la pianta é come una Red Bull.



Abbiamo steso ai bordi della buca una rete a forma di sacca ...

... che avrá la funzione di proteggere l´albero dagli attacchi sotterranei delle talpe.

Ecco finalmente il turno del melo che trasloca nella sua nuova residenza

Qualche badile di terra e si chiude la rete anche dall´alto

Ancora terra

Protezione in plastica per il fusto

Sacco di juta per proteggerlo dal gelo e dalla crescita di erbacce.
A questo punto l´unica cosa che potrebbe attaccarli é Al Qaeda.

e ancora terra

Taglio delle traverse per i pali tutori 
trapanamento

fissaggio delle traverse ai pali tutori

fissaggio con corda in Juta del fusto ai pali tutori



Alla fine é stata un´esperienza di grande soddisfazione, appagante.
In questi tempi dove il lavoro é fatto di servizi e domina il digitale ed il virtuale é una bella sensazione contribuire, nel mio piccolo,  a creare qualcosa di tangibile, permanente, utile all´ambiente e che renderá dei frutti, nel vero senso della parola.


PS
La donna con gli occhiali che ci ha dato una mano é la moglie di Stefan, al quinto mese di gravidanza.

8.10.12

Cannstatter Wasen


Sabato ci siamo incontrati con Paolo ed altri italians di Strasburgo a Stoccarda, per andare alla Cannstatter Wasen, una festa della birra simile all´Oktoberfest di Monaco di Baviera.

Questa Bierfest non ha nulla da invidiare alla cugina bavarese, presentando un numero di visitatori di tutto rispetto, circa 5-6 milioni contro i 6-7 dell´Oktoberfest.
La Cannstatter Wasen all´estero non é cosí famosa, ma proprio perché ci sono meno turisti stranieri la trovo piú pittoresca,  ho visto infatti molta piú gente vestita con gli abiti locali tipici.

E per non essere da meno, dopo quasi 20 anni di Germania, mi sono procurato una paio di "Trachten Lederhose" grazie ai quali riceveró in automatico la cittadinanza tedesca.

18.9.12

Cantina

Il mio amico Stefan ha comprato a Koblenz una casa costruita negl´anni 40.
Mi ha fatto vedere tutte le stanze, ma quando siamo arrivati in cantina ho visto un cartello su una porta che indicava l´entrata di un rifugio.
Si insomma quando hanno costruito quella casa hanno pensato di farci pure una stanza sotterranea per riparare la gente dai bombardamenti, che poi é stata pure usata.

Per un attimo mi son bloccato, quella porta mi sembrava che ci collegasse direttamente col passato, con anni non poi tanto lontani, ricordandomi quanto siamo fortunati a vivere in quest´epoca di pace.

11.9.12

Motocavalcata delle Ardenne - Olne(Belgio)

Sabato con Calo ed Ingo mi sono fatto la mia prima motocavalcata.

Il percorso di 110 Km. si sviluppava tra le Ardenne ed aveva un limite di partecipanti(moto + quads) pari a 300 (come il film su Sparta).

La partenza era prevista per le 5:00 del mattino ma io giá alle 3:00 ero sveglio come una civetta belga, nervosissimo.
Sul letto mi ponevo domande tipo:

Il percorso sará troppo ripido e sconnesso?
Fangoso ?
Pozze profonde ?
I quad mi urteranno ?
La mia moto non sará troppo pesante ?
Le mie gomme sono troppo usurate ?
Il mio fisico non allenato cederá ?
I miei polsi infiammati reggeranno?
Mi perderó per strada ?
Cadró ?
Mi faró male ?
Romperó qualcosa sulla moto ?
Cederó prima della fine ?
Verró rapito dagli alieni ?


Ora che sono tornato conosco tutte le risposte.
Tutte "SI" tranne l´ultima.

Per me é stato un incubo !!

Prima, per la preoccupazione di non sapere cosa mi aspettava.
Durante, per la fatica massacrante e le cadute.
Dopo, per i dolori provocati dalle ripetute cadute.

è solo un caso se non mi sono fratturato niente, come invece é successo ad altri partecipanti.

Dei 110 Km. ne ho fatti solo 80, dopo la quinta caduta ho pensato di non approfittare troppo della fortuna, e se c´avessi pensato dopo la quarta non avrei rotto la freccia, che tutto sommato é niente, questo dimostra la robustezza KTM, peccato che il mio modello non é adatto a questi percorsi cosí stretti.
La mia 640 LC4 é nata per i lunghi raid africani.
Io ero l´unico coglione con una moto da 150 Kg.
Mentre gli altri avevano roba da 100-115 Kg.
E 40 KG. in piú che ti scappano dalle mani si sentono.

Ora che fisicamente stó un po´meglio ci rido sopra, ma non só se ripeteró l´esperienza, di sicuró non cosí impreparato.











6.9.12

Alex Zanardi: Medaglia d´oro alle paralimpiadi

Ció che conta nella vita non è dove riesci ad arrivare, ma quanta strada hai fatto da quando sei partito.

23.8.12

Juwi & Tesla


Matthias Willenbacher ed Elon Musk, forse tra di loro non si sono mai incontrati , ma nel mio cervello ci sono delle sinapsi che li collegano per il loro successo in tempo di crisi, il loro carattere schivo, la loro positivitá.

Sabato scorso la Juwi, un´azienda di successo con oltre 2000 dipendenti che opera nel campo delle rinnovabili, con sede nei pressi di Magonza, ha tenuto una giornata di porte aperte, ci sono andato, c´ero giá stato 2 anni fá, ed ho avuto nuovamente l´impressione di venir proiettato 20 anni nel futuro, ho visto, oltre al fondatore Matthias Willenbacher  cose interessantissime:

- Gli edifici che costituiscono la sede aziendale, in legno a 3 piani, costruite con il principio casa-passiva, che producono piú energia di quella che consumano.
- Condizioni di lavoro da sogno, infatti anche quest´anno Juwi ha vinto per il terzo anno consecutivo il premio come „Great Place to Work“.
- il parco macchine aziendale, parcheggiato ovviamente sotto a pensiline fotovoltaiche,  in gran parte formato da auto elettriche.

Ed é qui, nel parcheggio, che facendo una chiaccherata con gli autisti delle varie Opel Ampera, Toyota Prius, Mercedes E-Cell, che ho voluto chiedere secondo la loro esperienza quale fosse la miglior auto elettrica, e tutti senza esitare mi hanno detto Tesla, é lei che definisce lo standard del mercato.

Beh un po´ mi ha sorpreso sentire dei tedeschi, che mettono da parte l´orgoglio motor-nazionale e stravedono per un´auto americana.

Tesla é famosa, ma sinceramente non le davo molti anni di vita, mi immaginavo venisse divorata dalle multinazionali dell´industria automobilistica, forti dei loro know-how, rete vendita e legami politici.

Ed invece, googhellando sul suo fondatore, Elon Musk, mi pare stia accadendo un po´quello che é successo con l´Iphone quando ha sbaragliato le varie Nokia, Sony e Motorola, é l´outsider che rivoluziona il mercato.