13.12.14

Giorno 4 - da Larrasoana a Pamplona - 16 km

Quella di oggi è una tappa breve, ieri abbiamo preferito allungare così oggi abbiamo meno da camminare e arriviamo prima a Pamplona, così da poter visitare un po' la città.  


È la mia prima tappa in gruppo, ci sono alcuni lati negativi, come il non poter andare alla propria andatura, e per me questo vuol dire andare oltre le mie possibilitá, infatti mi stanno tornando i dolori.  
I lati positivi sono che è molto più difficile sbagliare la strada, perdere qualche oggetto se cade per terra e naturalmente in compagnia il tempo passa più in fretta e il dolore si sopporta meglio.  

Meteo: c' è Cirimiri, una pioggerellina finissima come polvere che scende lentamente, quasi non si vede non sembra ma è pioggia, e senza che te ne accorgi sei bagnato fradicio.  

Arriviamo a Pamplona e troviamo alloggio  nell' Albergue municipale vicino alla cattedrale, è molto grande e ben organizzato.  



Facciamo il percorso del Encierro(quella che noi chiamiamo la corsa dei tori) con Angel che  ci racconta  per filo e per segno cosa accade.  
Lui adesso non corre più ma allena i tori per la corrida.  
Adesso ho poco tempo per scrivere, cerco di sintetizzare dicendo che lui lo ha fatto perchè da piccolo, affacciato alla finestra vedeva suo padre correre, il quale a sua volta ha visto il nonno è così via.  
Un toro pesa circa 500 kg, corre fino a 35 km/h per i vicoli stretti della cittá su un percorso di 800 metri fino alla corrida. Sono  6 tori per ogni Encierro, mentre gli uomini in mezzo alla strada sono 3-4 mila ma i professionisti che si allenano tutto l'anno anno sono solo circa 300.  
Ognuno cerca di schivare i tori spingendo tra la folla se il toro ti punta cerchi di schivarlo, se proprio non riesci a correre ti butti ai lati o per terra, speri che passa e ti prepari per prossimo toro.  
Quando sono passati tutti e 6 i tori e rimani illeso ti credi invincibile, e si ottiene un certo riconoscimento sociale nella cittá. 
Un contatore digitale indica quanto manca in giorni alla prossima festa di S Fermin. 

Per cena ho fatto la pizza, il coreano ha fotografato tutto, adesso siamo fottuti, c'è la copieranno come ha fatto Samsung con L' iPhone. 

11.12.14

Giorno 3 - da Roncisvalle a Larrasoana - 26 Km

Dormito poco, i Roncadores sono entrati per la prima volta in azione. Partenza alle 7:30 da solo col buio. 
Colazione dopo 3 Km a Burguete. 
È tutto ghiacciato. 
Incontro in successione 4 ponticelli di 2-3 Mt. che sarebbero ridicoli se non fosse per il fatto che sono senza poggiamani, di pietra liscia e gelati.  
2 li attraverso a 4 zampe. 

Vado ad un ritmo blando ma mi sento abbastanza bene.  
Prima sosta dopo 11 km per mangiarmi un bocadillo con jamon. 
A Zubiri, dopo 22 Km faccio una seconda sosta, qui c'è anche Adriano(Caorle), che nell' ultima ripida discesa è caduto 3 volte a causa delle rocce viscide, mi mangio una tortilla e proseguo con lo spagnolo (Angel) e il coreano (Yewoo) che nel frattempo mi hanno raggiunto anche se sono partiti 1 ora dopo.  
Il coreano con uno zaino più grosso del mio corre come una lepre, e non mostra nessun segno di stanchezza, probabilmente di professione fá lo sherpa in Nepal. 
Loro camminano molto più veloci di me, faccio fatica a starci dietro, ma per gli ultimi 5 Km. lo faccio, purtroppo questo ritmo mi provoca un' infiammazione al tallone di Achille destro.  

A Larrasoana troviamo la spagnola (Mar) che è giá arrivata da un bel po'.  
Per la notte saremo in 4. 
l' Albergue é freddissimo, facciamo la spesa, e come unico italiano ricevo il compito di fare spaghetti aglio olio e peperoncino, ho tenuto alto il nome della Patria.  
Angel ci racconta che ha partecipato a una decina di corse coi tori, di quelle che si svolgono per le strade della cittá, per la festa di San Fermin, finchè un giorno un toro lo ha infilzato per il braccio uscendo dalla spalla e fratturandogli 2 costole. Gira gente strana da stè parti.  

Giorno 2 - da Valcarlos a Roncisvalle 13 Km

Dormito bene, anche perché ero l' unico pellegrino dell' ostello, praticamente era come avere un'intero appartamento per me per soli 10 €.  

Nelle settimane precedenti, quando mi sono preparato il materiale da mettere bello zaino, non ero sicuro se prendere con me un coltellino svizzero, dubitavo che mi sarebbe servito veramente, e forse era meglio evitare di trasportare i suoi 200 gr. per tutto il cammino.
Per fortuna  alla fine ho deciso di portarlo con me, ho usato la parte adibita a seghetto da legno, per raspare una parte del mio plantare anatomico, ho smussato una parte che secondo me era la causa di un dolore sotto la pianta del piede. 
Vediamo se funziona.  

La prima parte della tappa é su una strada provinciale, é sarebbe anche facile se non ci fossero i camion col rimorchio che prendono i tornanti in sbandata é ti fanno il pelo.  

Dopo 9 Km comincia la parte nei boschi, la neve è immacolata, non ci sono altre tracce, sono il primo che passa di qui da qualche giorno.   


Questa tappa é molto più dura della precedente, ci sono 500 mt. di dislivello su 4 km. di sentiero, tra la neve, però con i piedi che mi fanno meno male, forse perchè con la neve poggiano sul soffice mi viene più facile della tappa di ieri che sulla carta era una cazzata.  

La modifica al plantare funziona, quando torno a casa devo ricordarmi di aprire un laboratorio ortopedico di plantari.  

Arrivo al monastero di Roncisvalle, mi dicono che sono il primo e probabilmente anche l' unico.  
Ottimo, come ieri allora. 
Mi mettono in una camerata con 8 letti a castello(in tutto hanno 200 posti letto),  comincio a svuotare lo zaino sparpagliando le mie cose su 4 letti.  
D'un tratto si apre la porta ed entrano 7 pellegrini, fine della festa.  

Tra di loro c'è la coppia di Venezia, che parlando mi spiegano che non sono affatto una coppia, solo amici, lui ha un bar a Caorle e lei è spagnola.  
Poi c'è un giapponese(Kato) che ha girato tutta l'Europa negl' ultimi 7 mesi , ...a piedi !!
Una spagnola (Mar)che corre le maratone. 
Uno spagnolo (Angel) da Pamplona.
Un Coreano (Yewoo) che odia Samsung. 
Una Coreana (il nome non l' ho capito, la chiameró LG) leggermente ferita perchè oggi é caduta 2 volte sul ghiaccio.
L' odore nella stanza cambia drammaticamente col passare del tempo.  
Alle 20 riceviamo la benedizione in chiesa e facciamo una visita al Monastero ed alla tomba di Sancho il Grande, l' ultimo Re di Navarra. 
Cena del pellegrino, zuppa di verdure e trota. 




8.12.14

Giorno 1 - da SJPDP a Valcarlos 11 Km

Stó partendo per il cammino, finalmente, dopo mesi di preparazione, mi sento meglio, rifletto sul fatto di fare la prima tappa intera da 27 Km, invece che spezzarla in 11+16, in fondo negl' ultimi allenamenti con lo zaino in spalla facevo 20Km senza stancarmi tanto, ed ecco che comincia a piovere, ... ovviamente, mi metto i pantaloni da pioggia, le ghette ed il poncho, ora sono pronto anche per il diluvio universale e finalmente parto.  

Dopo 10 metri, massimo 15, sento un dolore sul collo de piede destro, e subito dopo sotto il piede sinistro, vecchie conoscenze delle escursioni fatte per la preparazione, peró di solito apparivano dopo 15-20 Km.  

Faccio poche centinaia di metri ed i dolori non passano, zoppico.  

Per farla breve faccio tutta la prima mini tappa da 11 km zoppicando, a velocitá dimezzata, quá la vedo brutta.
L' unica cosa positiva é che all' ostello sono l' unico pellegrino ed ho tutta la camera per me.   





Poivrons farcis a la viande cioè peperoni ripieni di carne macinata in salsa di pomodoro

Giorno 1 - lun. 8 Dic. Da Bayonne a SJPDP

Ieri sera sono andato a dormire presto, ero stanco, mi son detto: bene così mi abituo al nuovo ritmo, domattina mi dovró alzare alle 6 per prendere il treno per SJPDP. 
Alle 2 mi sveglio dal freddo, il riscaldamento dell' hotel è spento.
Prendo una coperta dall' armadio, alle 3 mi risveglio tremante dal freddo, dopo un pò mi risveglio , mi metto la calzamaglia ed una maglia pesante e torno a dormire, dopo un po' mi metto i calzini ed un maglione e torno a dormire per un' altra oretta fino alle 6, mancava solo di mettermi la giacca a vento e gli scarponi, ma è pur sempre un albergo, mica una tenda.  

Il treno è alle 7:13 alle 6:30 sono già in stazione, sul tabellone sono segnalati i numeri dei binari relativi ai vari treni, sul mio non c'è  un numero come tutti gli altri, ...ovviamente, troppo facile, c' è scritto CAR, l' ufficio informazioni e la biglietteria sono chiusi per sciopero, che finirá alle 8:00, ...ovviamente. 
Chiedo ad un paio di persone cosa significhi CAR ma o non lo sanno o me lo dicono in francese, di cui non parlo una parola, poi alle 6:50 becco uno studente che mastica inglese e mi spiega che il percorso è stato bloccato perchè un tipo si è buttato sotto il treno e verrà sostituito da una corriera.  
Per fortuna il ragazzo si presta a farmi il biglietto al distributore automatico, ma quando è ora di pagare i 9,80€, l' automatico accetta solo monete, ed io ho solo banconote, ...ovviamente.  
Sono le 7:01, vado dal giornalaio, che non vuole cambiare, allora gli compro una bottiglia d' acqua, mi dá il resto ma in banconote con pochissime monete perchè è senza pure lui. 
7:05 vado in un bar pieno di gente ma con solo una cameriera
7:11 finalmente mi serve, ordino un croissant e corro dallo studente che pazientemente ancora mi aspetta, puntuale arriva la corriera, dalla fretta lo studente si sbaglia 2 volte a digitare ma alla terza finalmente mi stampa il biglietto, lo oblitero e parto, fatta !

Dopo un' ora è mezza di tornanti modello pirenaico ho lo stomaco sottosopra, per fortuna stamattina non ho fatto colazione, l' avrei svuotata tra capa e collo dell' autista. 

Arriviamo a SJPDP, la nausea mi ha sfinito, ho dormito poco ed ho fame, ed in questo stato dovrei iniziare il cammino ? 

Prima di andare  a l'Accueil des pelerins, a farmi dare il primo timbro sulla Credenziale e partire, devo fare colazione, cerco per le vie della cittadina, è pieno di locali, hotel e pensioni, ma tutto chiuso, a Dicembre è bassissima stagione.  

Alchè 2 tipi, che sembrano la versione francese dei 2 vecchietti del Muppets Show, quelli del balcone del teatro, mi dicono di seguirli, mi portano a l' Accueil des pelerins, mi fanno loro stessi il timbro, e mi dicono che io sono il secondo pellegrino della giornata, giá, da ora sono un pellegrino, e pensare che fino a poco tempo fá ero un endurista.
I 2 vecchietti del Muppets mi danno qualche consiglio in francese misto spagnolo, dopodichè mi dicono che la via alta della prima tappa è innevata, e devo fare la via bassa, OK dico io, saluto, esco, e subito dopo escono pure i 2 tipi che mi vogliono assolutamente accompagnare fino fuori città, ad imboccare la via bassa.
Cerco di dirgli in basco misto asturiano che vorrei prima almeno fare colazione, ma loro insistono che ora non serve, e che la colazione posso farla poco dopo, dopo 9 KM.  
Ma che cazzo vogliono questi, forse sono stati imbrogliati dalla mio outfit tecnico modello Ambrogio Fogar e volevano essere sicuri che non prendessi la via innevata.  
Evidentemente si sono stufati di scavare tombe per pellegrini dispersi. 
Fuori città li saluto, e quando non li vedo più torno indietro e mi faccio stà beata Petit dejeuner.
Finchè mi mangio un' eclair conosco un "quasi" pellegrino, quasi perchè non ha ancora il timbro, è da Venezia, alto, aspetto curato, è quì con sua moglie, sono vestiti con abiti cittadini, non sembrano pellegrini.  
Erano anche loro ieri sera a Bayonne, loro peró hanno preso quel treno delle 21, e giunti qui a SJPDP, non hanno trovato nessun albergo o ostello che li ospitassero. 
Una volta tanto ieri sera ho fatto la cosa giusta.
Ma scusa ma allora dove avete dormito  ?? Gli chiedo. 
E lui: fuori !!
Ed io: fuori come ?
E lui: fuori all' aperto.  

Durante il cammino dovrei smettere di fare domande, gira gente strana da stè parti. 


Tappa di avvicinamento

 Questi sono gli scali che ho fatto per arrivare a Saint Jean Pied de Port (che molti abbreviano con SJPDP)
Volo Frankfurt-Hahn > London-Stansted
Volo Stansted>Biarritz
Bus Biarritz-Bayonne 
Farei ancora in tempo a prendere il treno, ma il prossimo è alle 21, poi arriverei a SJPDP alle 22:30 e dubito che troverei un alloggio a quell' ora, meglio restare a Bayonne. 

Prendo una camera davanti alla stazione all' Hotel Montecarlo 40€ con WC e doccia esterni. 
Mi faccio un giro a piedi per il centro storico e ceno a fianco dell'hotel. 
Ordino un tegame di salmone, il pesce è quasi crudo, immerso tra fagioli e bacon, mancava solo una fettina d' ananas. 11€ con un bicchiere di bianco. 

A letto presto alle 22. 

7.12.14

Vado a fare 2 passi

Era da un bel pò che non postavo qui.  
Non avevo niente da dire, niente di particolare da raccontare.  
É in questo periodo, pieno di niente, che si é accumulato, lentamente e progressivamente, il desiderio di fare qualcosa di speciale.  

Vado a fare il Cammino di Santiago partendo da Saint Jean Pied de Port, cercherò di percorrere questi 780 km in 31 giorni, a Dicembre, a piedi con lo zaino.  
Ció comporta che dovrò portare con mè solo l' essenziale per ridurre al minimo il peso che poi ricadrà per migliaia di passi sulle spalle, schiena, ginocchia e caviglie.  

Questo é lo zaino, pesa 10 Kg tondi, lo chiameró "Il Deca".  

Sul regolamento di Ryanair stá scritto che il bagaglio da stiva non deve avere parti sciolte o staccabili, è così, a causa delle racchette, ho dovuto avvolgerlo nel Domopack, come l' arrosto.  


31.10.13

:\

Sorridi, e gli altri sorrideranno con te.
Piangi, e piangerai da solo.

3.7.13

Una pellicola che fá riflettere

VIVERE(Ikiru) 1952-Akira Kurosawa

Anche di questo ne avevo tanto sentito parlare, porca puttana stó Kurosawa mi piace troppo, si tratta di un film d´epoca, ma é impressionante vedere come una sceneggiatura scritta praticamente in un altro pianeta, 60 anni fá (quando la nostra Repubblica era appena stata fondata) tratti temi cosí attuali(uno su tutti é la chiaccherata del sindaco sulle geisha), lo fá in un modo un po´ teatrale e forse ingenuo, ma sicuramente sincero, chiaro e diretto.

Rispetto ai 7 Samurai dev´essere stato piú facile girarlo, non avendo scene d´azione, costumi e scenografie d´epoca.

Il peso del film stá ancora una volta nella soliditá della sceneggiatura, e nella profonditá dei valori espressi.


Un capolavoro.

12.6.13

...

Quando ti troveró piangeró di gioia

1.6.13

Skei

Quando son tanti costa tutto poco
Quando son pochi costa tutto tanto
De Fanti

9.4.13

Evitare di confrontarsi

Un consiglio che viene dato per essere piú felici é quello di evitare di confrontarsi con gl´altri.

C´é anche un detto in tedesco che dice che il confronto é il germe dell´infelicitá.

Infatti sono convinto che se si guadagnassero 5000€ sarebbe bellissimo, ma non lo sarebbe piú se scoprisse che tutti gli altri guadagnano almeno 7000€.
Si insomma la felicitá é relativa.
Su questo meccanismo si basa anche il nostro sistema consumistico.

E fino a quá niente di nuovo.
Succede anche nell´ex Germania dell´Est dove i cittadini sono meno felici di prima della caduta del muro, quando non arrivavano informazione dal resto del mondo, perché adesso si confrontano con quelli dell´ex Germania dell´Ovest.

Quello che non sapevo é che il confronto é un meccanismo naturale, che stimola l´evoluzione della specie, proprio come l´infelicitá.

Per spiegare il video a chi non conoscesse l´inglese bisogna forse premettere che per le scimmie i cetrioli sono un alimento mediocre, mentre l´uva é un alimento prelibato.

Le 2 scimmiette se consegnano un sassolino ricevono un premio.
Se entrambe ricevono un cetriolo come premio va tutto bene, é stato fatto per 25 volte di fila.
Quando peró la scimmietta di sinistra vede che per lo stesso compito alla scimmietta di destra viene dato un chicco d´uva si arrabbia.
Infatti subito dopo quando riceve in compenso nuovamente la fetta di cetriolo non sembra molto soddisfatta.

27.2.13

Manico again

Ernest Hemingway: "You take great photos, what camera do you use?
Irving Penn: "You write great books, what typewriter do you use?

Un film che arricchisce

Sono a letto con la febbre e cosí ho deciso di guardarmi finalmente un film di cui ho sempre sentito molto parlare, "I Sette Samurai" del 1954 di Akira Kurosawa.
Ero un po´ titubante perché ho visto al cinema poco tempo fá "La vita di Pi" dove Ang Lee ha ingaggiato 14.000 persone per gli effetti speciali, ed ora passare ad un film del dopoguerra mi sembrava troppo brusco.
Ora che l´ho visto lo consiglio vivamente a chiunque, é un film puro, sincero, senza sfronzoli ed effetti speciali, ma non per questo noioso o banale.
I primi minuti fá tenerezza per il ritmo lento delle scene e le espressioni troppo teatrali degl´attori, ma presto non ci si fá piu´caso e si viene rapiti da una sceneggiatura semplice ma solidissima.
Personalmente mi ha colpito che i luoghi comuni sui contadini medievali giapponesi siano gli stessi di quelli della pianura padana.
É un film in bianco e nero, ma non solo per la pellicola, lo é anche nel senso che i ruoli sono ben delineati, e lo sono anche i reali valori della vita.

8.2.13

Manico

“Una sera un mio amico che si diletta di fotografia, invitato a cena, mostrò alcune foto che aveva portato con sè. La padrona di casa, guardandole, esclamò: “Bellissime, deve avere una macchina fotografica eccellente!”. Al momento di andare via, il mio amico rivolto alla padrona, disse: “Ottima cena: lei deve avere… pentole di buona qualità!”. (Simon Evans)

31.1.13

Ed infine foto di gruppo

dal Rockfeller Center

22.1.13

Nova Jorca


Ecco alcune(delle 1600) foto fatte a NYC, purtroppo ultimamente sono piú incasinato del solito e non ho avuto tempo per postare i diari giornalieri.
E´veramente una cittá particolare, che ti bombarda di immagini, di gente, di baccano, di odori, ..... di vita.

Per uno street photographer é una vera pacchia, é come portare un bimbo a Disneyland, peccato che rompano cosí tanto i coglioni per lo stativo, eravamo perseguitati da sbirri e vigilantes che ci gridavano "NO TRIPODS !!"

Se in mano avessimo avuto un M16 od un Kalashnikov avremmo dato meno nell´occhio.