18.12.14

Giorno 10 - da Nájera a Grognon 29 km

Siamo rimasti solo in 2, io e Angel il torero.  

Dello sherpa coreano abbiamo perso ogni traccia. 
Comunque in Corea del Sud non faceva lo sherpa, aveva uno studio di produzione video, e dopo 9 anni, stufo della continua rincorsa al successo ha deciso di venderlo e di prendersi una pausa dì riflessione col Camino.  

Vediamo il cartello che indica 580 km a Santiago, vuol dire che ne ho già fatti 200 !!!!

Sono contento, tengo botta, peró devo dire che non è che mi ci abituo, i dolori non diminuiscono.   
Lo só, sono ripetitivo, ma lo sono pure i dolori.  

Paesaggi spettacolari in Navarra e Rioja , i colori d' inverno sono spenti ma posso immaginare come possa essere da stè parti in primavera o d' autunno.


A 2 chilometri dalla fine della tappa, poco prima dell'imbrunire, un vecchietto con una Seat sgangherata del 1800 ci affianca sulla strada sterrata, ci vede malconci, ci chiede se vogliamo un passaggio, e noi senza esitare accettiamo. 
Lui si chiama Justino, ha solo un dente, ma tanto corazon.
Quando scendiamo ci facciamo dare il suo indirizzo postale, gli spediremo una cartolina di ringraziamenti da Burgos, dove Angel interromperá il suo Camino. 
 

Nel bar di Grognon vedo un annuncio che riflette il clima rurale della zona.  

L' Albergue parrocchiale di Grognon è in assoluto il più bello di quelli che ho visto finora.  

È ricavato da una parte della chiesa gotico romana del paese, due delle finestre esterne della chiesa ora fanno parte del salotto.  

Pavimento e soffitto in legno, camino, pianoforte, completano con stile quello che potrebbe essere un lussuoso loft.  
L' hospitaleros, che in questo caso potrei chiamare il sacrestano, ci offre anche la cena, un pentolone misto di fagioli e pezzi di maiale che si chiama "Aluja", il nome dice giá tutto, non avrei mai pensato di riuscire a mangiare una cosa simile.  

È che siamo accanto una chiesa, altrimenti stanotte mi aspetterei la visita di Nosferatu.  

Giorno 9 - da Logrono a Nájera - 30 km.

Prima di partire l' ospitalero ci dice che oggi a Roncisvalle c'è oltre un metro di neve.   
Che culo, sono riuscito ad attraversarlo appena in tempo.  

Piove  ogni giorno ma per fortuna non fortissimo, è molto umido, ad ogni salita si suda e poi magari ti becchi un po' di vento freddo, e così mi ritrovo  raffreddato e col mal di gola.  

5-6 km dopo Logrono, ci sorpassa con cammino spedito un signore in tuta da ginnastica che ci augura buen camino, ringraziamo e comincia a raccontarci che anche lui ha fatto il cammino, in bicicletta con un cieco, in tandem.  

Poi ci racconta che lavora nella cantina del Governo della Rioja, il vino che produce non è messo in vendita, viene solo regalato a istituzioni e politici, la cantina stá proprio sul Camino, e ci chiede se vogliamo visitarla.  

Claro que si !

Che colpo di culo !


Ci fá vedere la produzione, i barrique, il magazzino e il laboratorio enologico. 

È una struttura moderna, costruita 3 anni fá, per uno che ama il vino è come entrare in paradiso. 
Alla fine c'è pure l' assaggio e l' enologa ci regala pure una bottiglia di bianco.  

Vuol dire 1 kg. In più da portarmi nello zaino(vedi foto) per i prossimi 20 km.  

Ma lo faccio più che volentieri.  

Dopo una decina di km comincia a piovere con un vento fortissimo, indosso il poncho ma mi sembra di camminare dentro un autolavaggio.  


Alla sera arriviamo stremati a Nájera, abbiamo perso le tracce dello sherpa, probabilmente vuole continuare da solo, ma cosa si è perso oggi.  

L'ospitalero di turno ci accoglie con una bacinella d'acqua calda e sale per i piedi, non ci era mai successo.  
Per ricambiare gli offro un bicchiere del nostro vino del governo, lui dice di non poter accettare perchè è un ex-alcolizzato, inoltre ci dice che era pure cocainomane, poi ha fatto il Cammino, ha cominciato a correre le maratone, ora partecipa alle maratone da 100 Km e fá l' ospitaleros volontariamente.  

Il vino migliore è .... la compagnia.  

Giorno 8 - da Torres del Rio a Logrono - 20 km

Oggi siamo in 4, io, Angel il torero l spagnolo, Mar la dottoressa senza frontiere, Jaewoo( che noi chiamiamo Yahoo) il coreano sherpa.  

In questa settimana siamo diventati un gruppo molto affiatato, Angel ha dato al nostro gruppo un nome di fantasia "Cucipandi".  

Si cammina insieme, mangia insieme, si dorme insieme, si mangia insieme, si piange insieme, si piscia insieme.  

Oggi è un giorno triste, Mar domani deve tornare in servizio all' ospedale di Madrid, è gastroenterologa, e quindi deve abbandonare il cammino, e anche Cucipandi, l' accompagniamo alla stazione e ci congediamo, lei dice che non dobbiamo essere tristi, anzi, felici perchè siamo stati fortunati ad incontrarci, ed ad affiatarci perfettamente.  
  
Torniamo all' Albergue municipale per cenare, siamo rimasti solo noi 3 nell' Albergue, gli ospitaleros volontari sono tornati nelle loro case.  

Mentre mangiamo dei colpi fortissimi al portone rimbombano per l' edificio.  
È qualcuno che bussa coi pugni.  
Ci affacciamo alla finestra del primo piano e vediamo un uomo con lo zaino, sui 35-40 anni, alto 1.90-1.95, massiccio, col collo taurino.

Dice di essere un pellegrino e di farlo entrare.  
Parla spagnolo fluente ma con un forte accento dell' Est europeo.  

Gli diciamo che non abbiamo l' autorizzazione per farlo entrare. 
Lui dice di essere un pellegrino come noi, di essere stanco, e che dobbiamo solo aprire la porta.  

Io sono contrario, se quello entra io vado s dormire in hotel.   

Angel si commuove e gli dice OK, peró prima telefoniamo all' ospitaleros per avere l' autorizzazione.  

Il gigante dell' est si infuria, dice che non serve telefonare, dobbiamo solo aprire quella fottuta porta.

Eih. Eh.. Calmino....
Un vero pellegrino non si comporta così.  

Lui comincia ad offenderci.  
Adesso è sicuro che non lo facciamo entrare, e se ne vá.  

Un ragazzino che ha visto la scena ci dice che avremmo dovuto farlo entrare. 

Angel gli risponde:"l' avresti ospitato a casa tua ?"   

Angel, ha qualche rimorso, io no.  

Dopo mezzoretta passa per caso un' altro ospitaleros volontario, gli raccontiamo tutta la storia, e dice di conoscere il gigante dell' est, non è un pellegrino, è un homeless alcolizzato, una vecchia conoscenza che vive di furtarelli. 
Abbiamo fatto la cosa giusta, Angel è sollevato.  

Il cammino è proprio come la vita, ci sono buoni e cattivi, gente che viene e gente che vá.   

La vida son dos dias !

15.12.14

Giorno 7 - da Estella a Torres del Rio - 29 km

Dalla cena di ieri sera è avanzata un sacco di roba, in parte la consumiamo per colazione, in parte c'è la portiamo via dato che oggi è domenica e i negozi saranno chiusi. 
Partiamo molto tardi, 9:30. Troppo tardi. 

Loretta non riesce a proseguire dai dolori, prende un taxi fino ad Archos.  

Uscendo da Estella vedo un Decathlon, un' ottima informazione per i pellegrini che vogliono procurarsi dell' attrezzatura da trekking.  

2 km dopo Estella incontriamo la Fuente del vino, che è letteralmente ciò che promette il suo nome, si puó spillare vino rosso tutto l' anno, penso sia stata creata per promuovere il vino della Navarra. 


Mar, la maratoneta spagnola è un dottore, ma solo oggi ci svela che è anche un medico senza frontiere,  è stata 1 mese in Etiopia la scorsa estate, e per la prossima vuole andare nelle zone dell' ebola, una donna straordinaria. 

Camminando quando salta fuori un dolorino si cerca di cambiare leggermente il passo o l' inclinazione dei movimenti, questo fà passare un dolore, ad es. al tallone, ma dopo po' ne salta fuori un' altro, ad es. al ginocchio.  

Oggi, la tappa è molto lunga, ad un certo punto i dolori si presentano tutti contemporaneamente, però per chilometri non c'è nulla dove dormire, e non posso fare lunghe pause perchè fra poche ore scenderá il buio.  

Oggi per la prima volta stavo per svenire dai dolori.  
Poi Angel ha avuto la geniale idea di far suonare sul suo smartphone il soundtrack di Conan il barbaro, e si è messo a recitare frasi del film, e così  un po' mi ha fatto ridere e un po' mi ha caricato, giusto per arrivare con il tramonto zoppicando.  


14.12.14

Giorno 6 - da Puente la Reina a Estella - 22 km

  
Questa notte eravamo in 8 in una stanza ma mi ci stó abituando. 


A Lorca, un piccolissimo paesino senza nemmeno un bar, facciamo una pausa, dopo 4 ore di cammino, siamo in 3, abbiamo solo un' arancia, ce la dividiamo, si cerca di avere sempre meno peso possibile e di comprare il mangiare per strada, ma a volte non funziona.  
Un vecchietto si affaccia da una finestra, ci chiede se abbiamo fame, gli rispondiamo di si. 
Lui sparisce e dopo 3 min. torna e ci lancia del pane ed un salame, si lo só, sono piccolezza, forse sembrano cose ridicole fuori da questo contesto, ma ti riempiono il cuore, ...oltre che la panza. 

Oggi era una tappa facile, ma io ho tratto la mia conclusione, nel cammino non ci sono tappe facili, ci sono solo tappe dure o molto dure.  
Loretta arriva 2 ore dopo col buio, distrutta, ora ha capito che deve spedire a casa almeno 1 dei 2 zaini e relativa roba in eccesso.  

Cuciniamo qualcosa nell' Albergue e ci facciamo 4 risate ascoltando Angel che imita Sabrina Salerno e Samanta Fox.  

Giorno 5 -Pamplona - puente la Reina - 24 km

Colazione in gruppo  con pane olio di oliva, pomodorini e olive e partenza alle 9:00, in ritardo.  

Attraversando il centro Angel riconosce un suo amico, è un vigile in servizio, ed è pure il migliore Bulls runner del momento. 


Arriviamo all' Alto del perdono, dove con grande emozione trovo uno dei simboli del Camino, la carovana dei pellegrini, la successiva discesa è letale.  

Da sopra la cima, guardo indietro, e vedo che il punto da qui sono partito a piedi è nascosto oltre l' orizzonte. Cose impensabili per me fino a poco fá.  

A Uterga, un un paesino dopo l' Alto del perdono mi stendo su una panca a riposare. Dopo qualche minuto esce una signora da casa sua per scopare il cortile.  
Mi viene voglia di fare un esperimento.  
Mi alzo, cammino verso la signora e le dico che sono affamato e se per favore potrebbe darmi un frutto, una mela.  
La signora gentilissima mi dice: "Espera, hijo mio !"
Và in casa e mi porta una mela ed una banana. 
Il mondo è ancora a posto. 

Cercando di tenere il passo del gruppo,mi sono tornati i dolori insopportabili ai piedi, faccio gli ultimi 3 km trascinandomi e zoppicando, per farli ci metto un' ora e mezzo.   

All' ostello conosciamo altri 2 pellegrini: Loretta, italiana da Catania che si è portata 14 kg di superfluo( libri, collane, notebook) e ha tralasciato l' indispensabile(ciabatte da doccia, coprizaino,' scarpe da trekking, una guida).  
E Ralf un 64 enne tedesco che fuma 45 sigarette al giorno, Ralf ci ha dato il NR. di sua moglie in caso gli succedesse qualcosa.  


No pain no glory. 

13.12.14

Giorno 4 - da Larrasoana a Pamplona - 16 km

Quella di oggi è una tappa breve, ieri abbiamo preferito allungare così oggi abbiamo meno da camminare e arriviamo prima a Pamplona, così da poter visitare un po' la città.  


È la mia prima tappa in gruppo, ci sono alcuni lati negativi, come il non poter andare alla propria andatura, e per me questo vuol dire andare oltre le mie possibilitá, infatti mi stanno tornando i dolori.  
I lati positivi sono che è molto più difficile sbagliare la strada, perdere qualche oggetto se cade per terra e naturalmente in compagnia il tempo passa più in fretta e il dolore si sopporta meglio.  

Meteo: c' è Cirimiri, una pioggerellina finissima come polvere che scende lentamente, quasi non si vede non sembra ma è pioggia, e senza che te ne accorgi sei bagnato fradicio.  

Arriviamo a Pamplona e troviamo alloggio  nell' Albergue municipale vicino alla cattedrale, è molto grande e ben organizzato.  



Facciamo il percorso del Encierro(quella che noi chiamiamo la corsa dei tori) con Angel che  ci racconta  per filo e per segno cosa accade.  
Lui adesso non corre più ma allena i tori per la corrida.  
Adesso ho poco tempo per scrivere, cerco di sintetizzare dicendo che lui lo ha fatto perchè da piccolo, affacciato alla finestra vedeva suo padre correre, il quale a sua volta ha visto il nonno è così via.  
Un toro pesa circa 500 kg, corre fino a 35 km/h per i vicoli stretti della cittá su un percorso di 800 metri fino alla corrida. Sono  6 tori per ogni Encierro, mentre gli uomini in mezzo alla strada sono 3-4 mila ma i professionisti che si allenano tutto l'anno anno sono solo circa 300.  
Ognuno cerca di schivare i tori spingendo tra la folla se il toro ti punta cerchi di schivarlo, se proprio non riesci a correre ti butti ai lati o per terra, speri che passa e ti prepari per prossimo toro.  
Quando sono passati tutti e 6 i tori e rimani illeso ti credi invincibile, e si ottiene un certo riconoscimento sociale nella cittá. 
Un contatore digitale indica quanto manca in giorni alla prossima festa di S Fermin. 

Per cena ho fatto la pizza, il coreano ha fotografato tutto, adesso siamo fottuti, c'è la copieranno come ha fatto Samsung con L' iPhone. 

11.12.14

Giorno 3 - da Roncisvalle a Larrasoana - 26 Km

Dormito poco, i Roncadores sono entrati per la prima volta in azione. Partenza alle 7:30 da solo col buio. 
Colazione dopo 3 Km a Burguete. 
È tutto ghiacciato. 
Incontro in successione 4 ponticelli di 2-3 Mt. che sarebbero ridicoli se non fosse per il fatto che sono senza poggiamani, di pietra liscia e gelati.  
2 li attraverso a 4 zampe. 

Vado ad un ritmo blando ma mi sento abbastanza bene.  
Prima sosta dopo 11 km per mangiarmi un bocadillo con jamon. 
A Zubiri, dopo 22 Km faccio una seconda sosta, qui c'è anche Adriano(Caorle), che nell' ultima ripida discesa è caduto 3 volte a causa delle rocce viscide, mi mangio una tortilla e proseguo con lo spagnolo (Angel) e il coreano (Yewoo) che nel frattempo mi hanno raggiunto anche se sono partiti 1 ora dopo.  
Il coreano con uno zaino più grosso del mio corre come una lepre, e non mostra nessun segno di stanchezza, probabilmente di professione fá lo sherpa in Nepal. 
Loro camminano molto più veloci di me, faccio fatica a starci dietro, ma per gli ultimi 5 Km. lo faccio, purtroppo questo ritmo mi provoca un' infiammazione al tallone di Achille destro.  

A Larrasoana troviamo la spagnola (Mar) che è giá arrivata da un bel po'.  
Per la notte saremo in 4. 
l' Albergue é freddissimo, facciamo la spesa, e come unico italiano ricevo il compito di fare spaghetti aglio olio e peperoncino, ho tenuto alto il nome della Patria.  
Angel ci racconta che ha partecipato a una decina di corse coi tori, di quelle che si svolgono per le strade della cittá, per la festa di San Fermin, finchè un giorno un toro lo ha infilzato per il braccio uscendo dalla spalla e fratturandogli 2 costole. Gira gente strana da stè parti.  

Giorno 2 - da Valcarlos a Roncisvalle 13 Km

Dormito bene, anche perché ero l' unico pellegrino dell' ostello, praticamente era come avere un'intero appartamento per me per soli 10 €.  

Nelle settimane precedenti, quando mi sono preparato il materiale da mettere bello zaino, non ero sicuro se prendere con me un coltellino svizzero, dubitavo che mi sarebbe servito veramente, e forse era meglio evitare di trasportare i suoi 200 gr. per tutto il cammino.
Per fortuna  alla fine ho deciso di portarlo con me, ho usato la parte adibita a seghetto da legno, per raspare una parte del mio plantare anatomico, ho smussato una parte che secondo me era la causa di un dolore sotto la pianta del piede. 
Vediamo se funziona.  

La prima parte della tappa é su una strada provinciale, é sarebbe anche facile se non ci fossero i camion col rimorchio che prendono i tornanti in sbandata é ti fanno il pelo.  

Dopo 9 Km comincia la parte nei boschi, la neve è immacolata, non ci sono altre tracce, sono il primo che passa di qui da qualche giorno.   


Questa tappa é molto più dura della precedente, ci sono 500 mt. di dislivello su 4 km. di sentiero, tra la neve, però con i piedi che mi fanno meno male, forse perchè con la neve poggiano sul soffice mi viene più facile della tappa di ieri che sulla carta era una cazzata.  

La modifica al plantare funziona, quando torno a casa devo ricordarmi di aprire un laboratorio ortopedico di plantari.  

Arrivo al monastero di Roncisvalle, mi dicono che sono il primo e probabilmente anche l' unico.  
Ottimo, come ieri allora. 
Mi mettono in una camerata con 8 letti a castello(in tutto hanno 200 posti letto),  comincio a svuotare lo zaino sparpagliando le mie cose su 4 letti.  
D'un tratto si apre la porta ed entrano 7 pellegrini, fine della festa.  

Tra di loro c'è la coppia di Venezia, che parlando mi spiegano che non sono affatto una coppia, solo amici, lui ha un bar a Caorle e lei è spagnola.  
Poi c'è un giapponese(Kato) che ha girato tutta l'Europa negl' ultimi 7 mesi , ...a piedi !!
Una spagnola (Mar)che corre le maratone. 
Uno spagnolo (Angel) da Pamplona.
Un Coreano (Yewoo) che odia Samsung. 
Una Coreana (il nome non l' ho capito, la chiameró LG) leggermente ferita perchè oggi é caduta 2 volte sul ghiaccio.
L' odore nella stanza cambia drammaticamente col passare del tempo.  
Alle 20 riceviamo la benedizione in chiesa e facciamo una visita al Monastero ed alla tomba di Sancho il Grande, l' ultimo Re di Navarra. 
Cena del pellegrino, zuppa di verdure e trota. 




8.12.14

Giorno 1 - da SJPDP a Valcarlos 11 Km

Stó partendo per il cammino, finalmente, dopo mesi di preparazione, mi sento meglio, rifletto sul fatto di fare la prima tappa intera da 27 Km, invece che spezzarla in 11+16, in fondo negl' ultimi allenamenti con lo zaino in spalla facevo 20Km senza stancarmi tanto, ed ecco che comincia a piovere, ... ovviamente, mi metto i pantaloni da pioggia, le ghette ed il poncho, ora sono pronto anche per il diluvio universale e finalmente parto.  

Dopo 10 metri, massimo 15, sento un dolore sul collo de piede destro, e subito dopo sotto il piede sinistro, vecchie conoscenze delle escursioni fatte per la preparazione, peró di solito apparivano dopo 15-20 Km.  

Faccio poche centinaia di metri ed i dolori non passano, zoppico.  

Per farla breve faccio tutta la prima mini tappa da 11 km zoppicando, a velocitá dimezzata, quá la vedo brutta.
L' unica cosa positiva é che all' ostello sono l' unico pellegrino ed ho tutta la camera per me.   





Poivrons farcis a la viande cioè peperoni ripieni di carne macinata in salsa di pomodoro

Giorno 1 - lun. 8 Dic. Da Bayonne a SJPDP

Ieri sera sono andato a dormire presto, ero stanco, mi son detto: bene così mi abituo al nuovo ritmo, domattina mi dovró alzare alle 6 per prendere il treno per SJPDP. 
Alle 2 mi sveglio dal freddo, il riscaldamento dell' hotel è spento.
Prendo una coperta dall' armadio, alle 3 mi risveglio tremante dal freddo, dopo un pò mi risveglio , mi metto la calzamaglia ed una maglia pesante e torno a dormire, dopo un po' mi metto i calzini ed un maglione e torno a dormire per un' altra oretta fino alle 6, mancava solo di mettermi la giacca a vento e gli scarponi, ma è pur sempre un albergo, mica una tenda.  

Il treno è alle 7:13 alle 6:30 sono già in stazione, sul tabellone sono segnalati i numeri dei binari relativi ai vari treni, sul mio non c'è  un numero come tutti gli altri, ...ovviamente, troppo facile, c' è scritto CAR, l' ufficio informazioni e la biglietteria sono chiusi per sciopero, che finirá alle 8:00, ...ovviamente. 
Chiedo ad un paio di persone cosa significhi CAR ma o non lo sanno o me lo dicono in francese, di cui non parlo una parola, poi alle 6:50 becco uno studente che mastica inglese e mi spiega che il percorso è stato bloccato perchè un tipo si è buttato sotto il treno e verrà sostituito da una corriera.  
Per fortuna il ragazzo si presta a farmi il biglietto al distributore automatico, ma quando è ora di pagare i 9,80€, l' automatico accetta solo monete, ed io ho solo banconote, ...ovviamente.  
Sono le 7:01, vado dal giornalaio, che non vuole cambiare, allora gli compro una bottiglia d' acqua, mi dá il resto ma in banconote con pochissime monete perchè è senza pure lui. 
7:05 vado in un bar pieno di gente ma con solo una cameriera
7:11 finalmente mi serve, ordino un croissant e corro dallo studente che pazientemente ancora mi aspetta, puntuale arriva la corriera, dalla fretta lo studente si sbaglia 2 volte a digitare ma alla terza finalmente mi stampa il biglietto, lo oblitero e parto, fatta !

Dopo un' ora è mezza di tornanti modello pirenaico ho lo stomaco sottosopra, per fortuna stamattina non ho fatto colazione, l' avrei svuotata tra capa e collo dell' autista. 

Arriviamo a SJPDP, la nausea mi ha sfinito, ho dormito poco ed ho fame, ed in questo stato dovrei iniziare il cammino ? 

Prima di andare  a l'Accueil des pelerins, a farmi dare il primo timbro sulla Credenziale e partire, devo fare colazione, cerco per le vie della cittadina, è pieno di locali, hotel e pensioni, ma tutto chiuso, a Dicembre è bassissima stagione.  

Alchè 2 tipi, che sembrano la versione francese dei 2 vecchietti del Muppets Show, quelli del balcone del teatro, mi dicono di seguirli, mi portano a l' Accueil des pelerins, mi fanno loro stessi il timbro, e mi dicono che io sono il secondo pellegrino della giornata, giá, da ora sono un pellegrino, e pensare che fino a poco tempo fá ero un endurista.
I 2 vecchietti del Muppets mi danno qualche consiglio in francese misto spagnolo, dopodichè mi dicono che la via alta della prima tappa è innevata, e devo fare la via bassa, OK dico io, saluto, esco, e subito dopo escono pure i 2 tipi che mi vogliono assolutamente accompagnare fino fuori città, ad imboccare la via bassa.
Cerco di dirgli in basco misto asturiano che vorrei prima almeno fare colazione, ma loro insistono che ora non serve, e che la colazione posso farla poco dopo, dopo 9 KM.  
Ma che cazzo vogliono questi, forse sono stati imbrogliati dalla mio outfit tecnico modello Ambrogio Fogar e volevano essere sicuri che non prendessi la via innevata.  
Evidentemente si sono stufati di scavare tombe per pellegrini dispersi. 
Fuori città li saluto, e quando non li vedo più torno indietro e mi faccio stà beata Petit dejeuner.
Finchè mi mangio un' eclair conosco un "quasi" pellegrino, quasi perchè non ha ancora il timbro, è da Venezia, alto, aspetto curato, è quì con sua moglie, sono vestiti con abiti cittadini, non sembrano pellegrini.  
Erano anche loro ieri sera a Bayonne, loro peró hanno preso quel treno delle 21, e giunti qui a SJPDP, non hanno trovato nessun albergo o ostello che li ospitassero. 
Una volta tanto ieri sera ho fatto la cosa giusta.
Ma scusa ma allora dove avete dormito  ?? Gli chiedo. 
E lui: fuori !!
Ed io: fuori come ?
E lui: fuori all' aperto.  

Durante il cammino dovrei smettere di fare domande, gira gente strana da stè parti.