17.6.09

Un vero artista


Incredibile come il suo occhio sia riuscito a cogliere certi dettagli.

16.6.09

USA: SUICIDA A 102 ANNI IL MILIARDARIO RIMASTO SOLO

(di Cristiano Del Riccio)

WASHINGTON - E' morto a 102 anni, gettandosi da un ponte, il miliardario che aveva costruito Saint Louis. Isadore Millstone non era malato: si è ucciso per solitudine. Dopo avere visto morire due mogli, tutti i suoi figli, quasi tutti i suoi amici, il 're del cemento' del Missouri non ce l'ha fatta più ad aspettare: la morte lo aveva dimenticato. Così il miliardario, che fino a 90 anni era stato un provetto nuotatore, si è lanciato, in pieno giorno, dal ponte Daniel Boone nelle acque del maestoso fiume Missouri, lasciandosi portare via dalle acque. La sua impresa aveva costruito alcuni dei più celebri edifici di Saint Louis e del Missouri, compreso il leggendario Stadio Busch, banche, sinagoghe e la stessa autostrada Interstatale 40. Non è chiaro se avesse costruito anche il ponte da dove si è lanciato nel vuoto. Nonostante la sua enorme ricchezza Isadore Millstone aveva sempre vissuto in modo frugale: abitava in una modesta casetta ad un piano, la sua vettura era una vecchia Chevrolet Impala.


Il miliardario era una persona generosa: negli anni '30 aveva cominciato a sostenere il movimento dei diritti civili. In modo concreto: si era rifiutato di firmare i contratti dove i sindacati escludevano gli afro-americani. Negli anni successivi aveva creato, lui bianco ed ebreo, numerose scuole professionali per afro-americani -badando di nuovo al concreto (la sua caratteristica)- dove gli studenti imparavano a fare gli idraulici, i saldatori, i muratori. Millstone era famoso a Saint Louis, oltre che per gli edifici e le autostrade costruite, per le decine e decine di milioni di dollari donati in carita'. Il miliardario godeva di ottima salute. Fino all'età di 90 anni aveva praticato attivamente il nuoto. Ma dieci anni fa aveva ricevuto un brutto colpo: la moglie Goldie, sua compagna per 68 anni, era morta. Anche i due figli del miliardario se n'erano andati: l'adorata Mary Ann a soli 44 anni, il figlio David, l'erede del suo impero, a 68 anni. Si era risposato. Ma anche la seconda moglie, Helen, era morta due anni fa, come gran parte dei suoi amici. "Mio nonno era un uomo che aveva subito molte perdite nella vita - ha spiegato il nipote Bob, che lavorava nell'ufficio accanto al miliardario - A questo punto era ormai stanco di vivere". Così, un sabato pomeriggio, il miliardario si è avviato sul ponte che forse aveva costruito e, giunto a metà, si è lanciato nel fiume beffando quel destino che non sembrava avere alcuna fretta con lui.

24.5.09

Non fate i puffi ! Tratto dal Il Sole 24 Ore

Esiste una tendenza tutta italiana all'autorappresentazione. È la tendenza a fare la fine dei puffi, quei pupazzi dalla grande fortuna televisiva il cui motto, cantato da milioni di bambini negli anni Ottanta, era «Noi puffi siam così». I bambini poi crescevano, e invece i puffi restavano così com'erano sempre stati, immutabili. Per tutti era molto rassicurante, che i puffi restassero quello che erano sempre stati. Puffetta era sempre vestita di rosa ed era amata da tutti, Puffo Quattrocchi diceva sempre «Che è meglio», Puffo Golosone mangiava le torte, Baby Puffo piagnucolava, il Grande Puffo diceva cose importanti, e tutti insieme «puffavano», perché puffare era il verbo con cui si dava forma, semplificando, a ogni azione. Nella loro autorappresentazione, i puffi neutralizzavano ogni imprevedibilità, erano così. Noi schiacciati contro i divani degli anni Ottanta accoglievamo la loro immutabilità con euforica noia. Imparavamo, guardando la tv, che le cose sono come dicono che devono essere. Perché i puffi rispondevano alle nostre aspettative, come ogni prodotto. Il cliente non vuole sorprese. Puffo Quattrocchi deve dire «Che è meglio», e lo dice. Puffetta deve essere amata da tutti, e la amavamo follemente anche noi.

C'è in parte il rischio di neutralizzare una generazione, nel libro di C. Vecchio, Giovani e belli. Un anno fra i trentenni italiani all'epoca di Berlusconi (Chiarelettere, Milano, pagg. 178, 14,00). Perché Giovani e belli è un reportage bello e feroce, una discesa nell'inferno di «un paese annientato». «Quasi tutti rivelavano di essere scontenti: "C'ho l'angoscia". Alcuni, piegati da insuccessi privati o professionali, erano tornati a vivere con i genitori, altri meditavano di andare all'estero. Un quadro fosco. La convinzione diffusa che non vale la pena di lottare. E quando cercavano di dare una spiegazione alle loro frustrazioni, la risposta era immancabilmente la stessa: "In Italia è così"».

I trentenni di C. Vecchio, le storie che ha raccolto girando per l'Italia sono terribili, non lasciano speranza, sono spietate e amare nella loro evidenza. È il ritratto di una resa collettiva. Molti si sono arresi per sfinimento, perché delusi da un paese che non valorizza le sue risorse. C'è chi se n'è andato in Australia, chi in Belgio, chi emigra perché dice di non voler annegare nell'università italiana, chi per fare ricerca deve puntare su altri paesi e dice «in autunno emigro in Olanda o nel Regno Unito, dove pare che guardino il curriculum e la voglia di fare. Non ho voglia di invecchiare in un paese come questo». C'è anche la testimonianza di un quasi quarantenne, che ora vive a Barcellona: «Non voto da tredici anni. Non vi voto. Non lo meritate. Arrivederci Italia». Sono ritratti che per metà immalinconiscono per l'altra metà fanno arrabbiare, un po' per la resa, e un po' perché un paese che costringe alla fuga i "cervelli" è un paese in cui si è perso di vista (o si è capito molto bene) in che modo bisogna usarli. Accanto alle storie di precariato, di fuga e di delusione ci sono quelle, spietate per la lucidità con cui vengono raccontate, di uomini e donne annegati dentro internet, tra Facebook, blog e chat. A questi trentenni, delusi e fuggiti, con cui Concetto Vecchio solidarizza, vengono contrapposti altri trentenni, da cui viceversa si distanzia molto. Sono quelli che invece dall'Italia non solo non se ne vanno, ma ci lavorano, si spendono. Sono i ritratti dei «giovani e belli», o meglio delle "giovani e belle" dell'Italia di Silvio Berlusconi, sono le sue giovani ministre, dalla Gregoraci alla Carfagna alla Prestigiacomo: il velinismo politico, da un lato, e l'idea di una Gioventù da esibire come un programma politico per svecchiare un paese obsoleto. E dunque: i trentenni che decidono di non votare mai più, da un lato, e dall'altro i giovani chiamati a scendere in campo, a ricoprire dei ruoli, messi dentro una scheda elettorale come un panda nel simbolo del Wwf.

Quando mi chiedevano di parlare dei trentenni, io provavo a dire che non si può parlare dei trentenni senza parlare anche dei quarantenni, dei cinquantennni, dei diciottenni, perché è un sistema complesso, trasversale. Perché è limitante, parlare di generazioni. Ma poi mi tagliavano il discorso, mi chiedevano di semplificare, e io anche se pensavo di non farlo, semplificavo. E dunque i trentenni che sono precari, e l'Italia che butta a mare le risorse, noi trentenni siam così. Solo che alla fine della serata quei trentenni arrivavano e mi dicevano «Hai proprio ragione». Poi scuotevano la testa e se ne andavano via sconsolati, rassegnati, autoassolti e disperati. Ed eccoci arrivati al dunque. Tutto questo è esattamente funzionale a chi vorrebbe che non ci fosse una società consapevole e reattiva ma un mondo di puffi. Puffo Deluso, Puffo Emigrante e Puffo Giovane e Bello. Perché l'aspetto meraviglioso di questi pupazzetti blu era che dicevano «Noi puffi siam così», e poi non c'erano sorprese, non c'era nulla da temere. A noi non restava che stare a guardare, seduti sul divano, con la merenda in mano, euforici e annoiati.

4.5.09

Derio a Koblenz !!


Ebbene si, finalmente c´é riuscito, Derio e consorte sono venuti a trovarmi, abbiamo trascorso cosí un delizioso Weekend soleggiato lungo le sponde del magico Reno

23.4.09

veri iang Aifon iuser


Come utente Apple da una parte sono orgoglioso per l´arrivo di questo nuovo giovane fan.
Dall´altra parte sono seriamente turbato per la salute mentale del piccolo

22.4.09

Drin drin .....


L' altra mattina verso le 6, in piena fase REM, suonano al mio campanello, apro, e vedo 2 poliziotti in divisa, io porgo i polsi, e penso "cazzo mi hanno beccato a 140 in centro"...

E invece mi avvertono che la mia Skoda è stata aperta nella notte.

Scendo giù in pigiama e vedo quello che si vede nella foto.

Praticamente mi hanno preso una vecchia 24ore piena di campioni(ritrovata a 200 metri di distanza) ed un cappotto ormai vecchio.

Probabilmente è stata la valigetta ad attivare il loro automatismo al saccheggio.

Quella notte hanno aperto altre 3 auto nella stessa strada.

Il mio danno materiale è praticamente nullo, la macchina alla sera stessa era già stata riparata, rimane ora quel senso di insicurezza che finora qui a Koblenz non avevo mai provato, da ste parti certe cose accadono raramente.

16.4.09

Non só se mi sono capito

Non só se andrebbe meglio se andasse diversamente,
ma só, che deve cambiare, per andare meglio.

27.3.09

Prioritá



Ea sará drio sercare e costesine !

...

25.3.09

Fonzie 40 anni dopo
























Si, va ben tutto,

peró le scarpe verdi....

8.3.09

PorzionMan



Dopo tanto tempo rieccomi con uno piccolo sprazzo di creativitá, giá la creativitá, chissá dov´é finita, chissá se ritornerá...

10.1.09

Piloti veri


Kartodromo di S.Giorgio in Bosco(PD)


(no gaveo capio de tegnere el casco co ea destra)

18.12.08

Malta






Ecco alcune foto fatte a Malta.
Volevo portarmene via una cariola ma alla dogana me l´hanno sequestrata.

16.12.08

Di nuovo in Italia

Dopo una settimana a Malta rieccomi qua, ed ecco la lista degli appuntamenti di questa settimana:

Giovedi 18 cena co i compagni dell´Einaudi
Sabato 20 pranzo con i colleghi di videomakers.net
Domenica 21 Pizza con gli svalvolati della Taverna di Boe

Come sono felice !

20.11.08

Ed ecco il relativo video fatto da Marco



Tratto dal sito dell´associazione sportiva "5 cerchi" di Abano:


Tramite il famoso sito di aste on-line Ebay siamo riusciti ad entrare in contatto con una ex trampolinista inglese della contea di Buckingham (!) che metteva in vendita un trampolino in perfette condizioni. Le valutazioni non lasciavano dubbi: l’offerta era assolutamente da non perdere, ma nessuna soluzione logistica riguardo la spedizione in Italia risultava percorribile.
Restava una sola possibilità: andarlo a prendere.
Senza pensarci due volte, nel giro di due settimane Marco è riuscito ad organizzare tutto il necessario e, accompagnato da due amici di vecchia data con cui affrontare il lungo e articolato viaggio, venerdì 14 è partito alla volta dell’Inghilterra.
Dovendo rientrare il lunedì successivo, l’impegno non si presentava come dei più semplici: si trattava di percorrere in furgone quasi 3300 Km in meno di tre giorni, attraversando l’intera Europa dall’alto al basso, canale della Manica compreso, e toccando 7 nazioni diverse.
Dopo aver attraversato Italia, Svizzera, Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio e di nuovo Francia il venerdì, il sabato i nostri tre inviati hanno superato il Canale della Manica partendo da Calais per arrivare a Folkestone via EuroTunnel, per poi raggiungere la splendida tenuta dei Sigg.ri Day, nella campagna del Buckinghamshire, a nord di Londra (guarda il video del viaggio “The English Job”).
Dopo essersi sincerati delle perfette condizioni nelle quali il trampolino si trovava, e dopo averlo rapidamente caricato, i ragazzi hanno festeggiato il raggiungimento dell’obiettivo e si sono poi diretti nuovamente a sud per tornare a Calais, facendo sosta per cena in un tipico pub inglese nella città di Dover.
Rientrati in Italia la notte della domenica, il lunedì pomeriggio il trampolino era già montato (guarda il video dell’assemblaggio), pronto per i primi salti dei nostri entusiasti ginnasti.