12.3.15

Un post di Giovanni Perrini

Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o quello, e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare. Ma se non conduciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovrete sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada. Una delle mie citazioni preferite ha per autore Alfred Souza: "Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati, in seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita." Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c'è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno. E allora smettete di pensare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare. Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c'è momento migliore x essere felici che il momento presente. La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio. Lavorate come se non aveste bisogno di soldi. Amate come se non doveste mai soffrire.

9.1.15

Giorno 30 - Santiago-Finisterre-Santiago con il bus.

Niente dura niente dura
e questo lo sai, però, 
non ti ci abitui mai.  (Vasco Rossi).  

Il cammino è duro, però è sempre meglio che andare a lavorare. 
E poi quà, almeno si sapeva in che direzione andare.  

Oggi rifarò per l' ultima volta lo zaino, dormirò per l'ultima volta nel sacco a pelo in camera con degli sconosciuti, farò per l' ultima volta la doccia con le ciabatte per non prendere le verruche ecc. ecc. 

Avendo percorso un tratto in bici sono arrivato a Santiago con un piccolo anticipo, questo mi é tornato molto utile per metabolizzare tutto ciò che mi è accaduto.  
Inoltre mi avanza tempo per potere fare una breve visita sull' Atlantico, a Finisterre, dove una volta (prima di scoprire l' America) si credeva finissero le terre.  

Finisterre, non è un granché, poi salgo  al faro, che ha un suo fascino più che altro simbolico.  

 Poi decido di isolarmi un po' tra le rocce, per conto mio dove non c'é nessuno.  

Ad un tratto sento un suono di cornamusa arrivare dall' Oceano, alchè penso: "ah che bello, finalmente sono diventato matto !"

Ed invece scopro, un po' più in giù, una ragazza rivolta verso il mare che suona tutta sola la cornamusa, é una pellegrina perchè ha pure lei uno zaino con appesa la conchiglia.  

Era questo il vero finale. 
Proprio un bel finale. 

Poi mi spiega in inglese che è partita tutta sola da Astorga, portandosi dietro lo strumento, ma voleva suonarlo solo al suo arrivo a Finisterre, ed io ne sono stato l' unico spettatore. 

Todo se comple !
(Tutto si completa)

Giorno 29- da Pedrouzo a Santiago - 19 km.


Il tempo non é un granché, nuvoloso, ma per essere in Galizia é già tanto che non piove.  
Vado lentissimo, cerco di ritardare il più possibile l'arrivo a Santiago, vorrei che non arrivasse mai, nel cervello si è scatenata una tempesta emotiva sconvolgente. 

L' arrivo vero e proprio preferisco non descriverlo, un po' per intimità è un po' per rispetto a coloro che lo faranno in futuro, non è giusto creare false aspettative, ognuno lo vive in modo diverso, chi con gioia, chi con tristezza, chi con delusione, chi con euforia.  

Mai come ora capisco quando si dice: "La strada stessa é la meta. "

Nell' Albergue ho in camera Jacques, un francese di 61 anni, partito 3 mesi fá dal centro della Francia (1500km),  Aveva 3 stent, poi a Settembre gliene hanno messi altri 2, e ad Ottobre è partito.
Ha fatto il cammino del Nord, quello che costeggia il mare, quello più duro, spesso non trovava nessun posto dove dormire, e così dormiva in tenda, anche lui ha avuto una tendinite che lo ha bloccato una decina di giorni.  
Ha scritto un diario, e quando torna a casa vuole pubblicare un libro.  

Davanti la cattedrale re-incontro diversi pellegrini: Tom il lettone, Adriano da Caorle, Guido e Paola da Torino, Alfredo e Giovanna.  

La notte la passiamo festeggiando in un vicolo pieno di locali, il primo Pub si chiamava "Paris", l' ultimo "Dakar". 
Li abbiamo fatti tutti. 
Abbiamo fatto la Paris-Dakar !!


Quando finisce il Cammino, comincia il Cammino.  

Giorno 28- da Arzua a Pedrouzo - 19 km.

Saluto il gruppo coreano che stà facendo colazione con una minestra di ravioloni giganti e parto.  


Dalla nebbia esce un angelo con gli occhi verdi, si chiama Aitana, è da Barcellona, mi offre delle M&M e poi torna a sparire tra la nebbia, ma forse è stata solo un' allucinazione.  

Guido e la moglie Paola mi raggiungono, è velocissimo, dopo una breve chiaccherata mi dice che deve proseguire altrimenti i coreani arrivano primi, li lascio andare, si vede che è un cavallo da competizione, e si vede anche che non ha ancora capito il vero spirito del cammino.  
Incontro un padre evangelista in bicicletta, ha una protesi artificiale al piede destro, se l' è procurata facendo il militare, mi racconta qualche aneddoto, faccio un' offerta e poi ognuno prosegue per la sua strada.  

Il tempo è bellissimo, quasi quasi fá caldo. 
A cena vedo nel ristorante una foto gigante di un manzo.  
Penso: questa starebbe bene in casa di Angel, il torero e, pensando di fargli uno scherzo gliela mando via whatsup.  

Lui prontamente mi risponde mandandomi 2 foto di casa sua .....


Penultimo giorno becco l'albergue con la doccia fredda, di solito soffro molto di più la doccia fredda, evidentemente la mia soglia di tolleranza in queste settimane si è spostata.